Tartufo come la Cannabis, contiene la molecola del piacere. Bufala o verità?

Il titolo del articolo ti fa pensare a una bufala?

A scoprirlo è uno studio dall’Università dell’Aquila, di Teramo e dal campus Biomedico di Roma risalente a qualche tempo fa (2014) secondo il quale il fungo ipogeo Tuber Melanosporum volgarmente detto Tartufo Nero Pregiato contiene una molecola simile a quella della Cannabis.

La molecola di quale stiamo parlando è l’Anandamide. Rilascia sostanze chimiche che creano benessere e modulano l’umore. In poche parole è una molecola del piacere avente le stesse caratteristiche della molecola THC (tetraidrocannabinolo) contenuta appunto nella Cannabis. Non a caso il nome della molecola deriva da “ananda”, parola sanscrita che indica estrema gioia e beatitudine.

Da dove nasce l’intuizione?

Animali quali cani o maiali che vengono usati per trovare il Tartufo hanno un comportamento molto vivace per non dire frenetico. Pensando proprio a questo tipo di comportamento è nata la domanda, allora cosa c’è nei tesori sotterranei che spinge questi animali ad una ricerca così vigorosa? L’idea che sta alla base dei ricercatori, Mauro Maccarrone e i suoi colleghi, è che “i tartufi usino l’anandamide per attrarre gli animali e spingerli a nutrirsene, in modo che le spore possano essere disseminate nell’ambiente e questo favorisca la diffusione dei tartufi stessi”. Credono che sia un sistema che favorisce il ciclo biologico del tartufo.

Mauro Maccarrone ha spiegato inoltre com’è nata l’intuizione:

“Anni fa avevamo dimostrato che la formazione della melanina nella nostra pelle era regolata proprio dagli endocannabinoidi. Siccome il tartufo nero contiene melanina, ci siamo chiesti se l’anandamide, il lipide che stimola la produzione di questo pigmento per proteggere la pelle dai raggi, fosse anche nel tubero”.

Adesso magari anche a te nasce spontanea la domanda, che impatto potrebbe avere la diffusione di tale scoperta? Personalmente a noi, dal 2014, dalla scoperta dell’anandamide nel Tartufo Nero Pregiato, non è mai capitato sentire che qualcuno usasse il tartufo per sballarsi.

Magari è una questione di costi, o forse una questione di quantità. Ma possiamo dire con fermezza che ancora viene usato esclusivamente per preparare un bel piatto per la cena e stupire gli ospiti.

Gli scienziati precisano che agendo sugli stessi recettori del THC la molecola del piacere contenuta nei tartufi può innescare cambiamenti di umore ma non un’alterazione paragonabile a quella della cannabis, perché il corpo la smaltisce velocemente.

Arrivati a questo punto, non ci resta altro che invitarti a visitare il nostro Blog Ricette per scoprire svariati modi come prepararlo!