Meteo pazzo, il prezzo del tartufo lievita

Pubblicato da Claudio Morati il

Meteo pazzo, il prezzo del tartufo lievita

Il tartufo nella stagione 2021/2022 ha raggiunto prezzi stratosferici. Si tratta, secondo la Coldiretti, di quotazioni record, pari anche al doppio di quelle delle annate più favorevoli, fatte registrare alla borsa del tartufo di Aqualagna. A far innalzare il prezzo sono state le condizioni climatiche avverse segnate da un lungo periodo di assenza di precipitazioni perché il tartufo si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi nelle fasi di germinazione e di maturazione.

Nella provincia di Brescia noti sono quelli della Valtenesi, dell’alto Garda, delle colline moreniche e da qualche tempo della Valle Camonica.

Il tartufo oggigiorno è anche una moda, un elemento che caratterizza il modo di vivere.
Ma cosa è realmente? È un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi.
Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il Pino, il Leccio, Carpino Nero, Nocciolo, la Sughera, Cerro, Pino Domestico, Tiglio Montano, Farnia e la quercia il tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.

Il tartufo può anche essere oggetto di coltivazione, termine errato, a seguire utilizzeremo un termine più corretto che sarebbe tartuficoltura. Per capire se l’azienda agricola è in grado di portarlo a dimora occorre un preciso studio ambientale che prevede una valutazione pedo-
climatica e ambientale del sito d’impianto, quindi le analisi chimico-fisiche del terreno.
Le spese per la realizzazione di un impianto vanno minimo dai 10 mila ai 20 mila euro per ettaro. La tartuficoltura vive un periodo di grande espansione anche nella provincia di Brescia, ma ogni nuova tartuficoltura ha bisogno di alcuni anni prima di entrare in produzione dopo essere stata messa in campo: passano dai 4 ai 6 anni prima che una tartufaia inizi a produrre regolarmente tartufi made in Brescia.

 

Categorie: BLOG

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *